top of page

ALL Tuscany al fianco dei distretti toscani per il futuro agricolo regionale

  • 4 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 5 ago

Come costruire un'agricoltura capace di generare valore per le imprese, le comunità e i territori? È stata la domanda al centro della tavola rotonda "Dalla spiga alla tavola: qualità, gusto, benessere. Ma è tutta farina del nostro sacco?", che si è svolta il 1° agosto a Castellina Marittima, riunendo rappresentanti delle istituzioni, dei Distretti rurali e biologici, delle organizzazioni agricole e del mondo della ricerca.



Abbiamo preso parte con piacere all'incontro, offrendo lo sguardo del Gruppo di Agroecologia della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa sulle tematiche e presentando il Living Lab come esperienza di ricerca partecipata in cui agricoltori, ricercatori, tecnici, istituzioni e comunità collaborano per progettare e sperimentare insieme soluzioni agroecologiche.


Il confronto ha confermato quanto sia necessario costruire politiche agricole capaci di nascere dall'ascolto dei territori e dalla collaborazione tra i diversi attori del sistema agroalimentare. Un approccio alla base di ALL Tuscany, che opera per favorire il dialogo, la condivisione delle conoscenze e la sperimentazione nei contesti reali, trasformando le aziende agricole in luoghi di innovazione e apprendimento reciproco.


Nel corso dell'iniziativa, i Distretti rurali e biologici della Toscana hanno consegnato al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il documento "Agricoltura, territori e comunità", contenente dieci proposte per orientare il futuro Programma Regionale di Sviluppo, che abbiamo avuto modo anche noi di leggere e condividere.

Tra le priorità individuate figurano:

  • il rafforzamento delle filiere agroalimentari,

  • il sostegno all'innovazione,

  • la valorizzazione dei servizi ecosistemici

  • il riconoscimento dell'agricoltura come politica trasversale di sviluppo per la Toscana. 


Per ALL Tuscany, occasioni come questa rappresentano molto più di un momento di confronto istituzionale: sono la dimostrazione che il cambiamento può nascere solo mettendo in relazione ricerca, imprese, istituzioni e comunità locali. È proprio attraverso questi spazi di dialogo che l'agroecologia può diventare una prospettiva condivisa per il futuro dei territori.


Scopri di più 👉  nell'articolo pubblicato da Il Tirreno.


 
 
 

Commenti


bottom of page