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L'agroecologia nel percorso regionale di ascolto dei territori in vista della conferenza toscana dell'agricoltura

  • 21 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Le prospettive dell'agricoltura toscana e il ruolo che può svolgere nello sviluppo sostenibile dei territori sono state al centro dell'iniziativa "Idee in Campo", promossa da ANCI Toscana e ospitata nel Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, in vista della Conferenza Regionale dell'Agricoltura 2026.



L'incontro ha riunito amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni regionali, organizzazioni agricole, distretti rurali, università e mondo della ricerca per confrontarsi su temi strategici quali la governance territoriale, l'innovazione, la competitività delle imprese agricole, la valorizzazione delle filiere, la biodiversità e la multifunzionalità.


Tra i relatori anche Paolo Bàrberi, docente della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e coordinatore scientifico di ALL Tuscany, che ha proposto l'agroecologia come approccio capace di affrontare in modo integrato le sfide ambientali, economiche e sociali che interessano oggi l'agricoltura.

Nel suo intervento ha presentato l'esperienza del Living Lab toscano come esempio concreto di ricerca partecipata, in cui agricoltori, ricercatori, tecnici, amministrazioni pubbliche e cittadini collaborano alla costruzione di soluzioni condivise, sperimentate direttamente nei territori.


Un messaggio pienamente in sintonia con quanto emerso anche dagli interventi istituzionali. Il Presidente del Distretto Rurale del Monte Pisano e della Piana di Pisa, Alessandro Agostini, ha infatti ricordato come l'agricoltura debba essere riconosciuta non soltanto come un settore produttivo, ma come una vera infrastruttura strategica per lo sviluppo dei territori, sottolineando l'importanza di strumenti di governance capaci di mettere in rete istituzioni, imprese e comunità locali.


Proprio in questa direzione si colloca l'esperienza di ALL Tuscany, come spazio permanente di dialogo, apprendimento e progettazione condivisa, dove la conoscenza scientifica incontra l'esperienza di chi vive e lavora nei territori, favorendo processi di innovazione costruiti insieme ai loro protagonisti.


L'agroecologia richiede infatti un cambiamento che non riguarda soltanto le tecniche agricole, ma anche il modo in cui si prendono decisioni, si condividono conoscenze e si costruiscono relazioni tra i diversi attori del sistema agroalimentare. Per questo è importante continuare a rafforzare il dialogo tra ricerca, istituzioni e mondo agricolo e contribuire a creare reti di collaborazione da cui possono nascere politiche e pratiche realmente efficaci per il futuro dell'agricoltura toscana.

 
 
 

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